02 Ottobre 2022

Trattamento, recupero e conservazione del cotto

Impresa Costruzione Edile CIRCEO IMMOBILIARE ONE S.R.L.
Il cotto e le terrecotte sono materiali ceramici derivanti dalla cottura di impasti realizzati con argilla naturale ed altre sostanze che ne migliorano le proprietà tecniche. Sono materiali diffusi da millenni, con spiccate diversificazioni regionali in termini di caratteristiche estetiche e funzionali. Nell’edilizia questi materiali sono utilizzati: come strutture per murature e soffitti (mattoni e tavelle) come rivestimento sia a pavimento che a parete (piastrelle) come elementi decorativi (fregi, cornici, portali, etc.) A differenza di altri materiali ceramici, il cotto è da considerare un materiale semifinito, che necessita di trattamenti che ne esaltano l’estetica e ne facilitano la conservazione e la manutenzione.

Grazie alle sua antichissime origini, il cotto è un materiale sempre attuale e sempre di moda, tanto più nelle versioni che maggiormente fanno salvi i suoi valori tradizionali. Un vecchio pavimento in cotto recuperato da antiche strutture edili, o la sua variante moderna di “cotto fatto a mano” o con peculiari caratteristiche regionali, rappresentano oggi il più alto grado di raffinatezza, giustamente tenuta nel massimo conto anche dagli architetti più innovativi. Questo cotto, delicato e molto assorbente, necessita di una consapevole professionalità dei trattamenti di protezione, di finitura e di conservazione, che traggono origine dalla secolare tradizione artigiana italiana.

PERCHE´ TRATTARE IL COTTO?

FUNZIONALITA´

Tutti i materiali, anche quelli più resistenti, sono soggetti a degrado. Le alterazioni possono essere chimiche, fisico-meccaniche (es. consumo per calpestio) e biologiche (es. attecchimento di muffe), ma nella stragrande maggioranza dei casi l’azione è combinata. Anche l’atmosfera provoca un degrado naturale perché contiene circa il 20% di ossigeno, che è molto reattivo.

Il trattamento conservativo permette di:

Rimuovere lo sporco e i residui alterati dalle superfici

Rallentare il degrado causato da agenti esterni

Proteggere la superficie dalle macchie

Avere uno strato superficiale di facile pulizia, manutenzione e rigenerabilità

ESTETICA

Molto spesso l’aspetto originario del materiale non soddisfa completamente le esigenze dell’utente finale. Normalmente viene richiesto di migliorare o accentuare determinate caratteristiche e di “abbellire il cotto”.

Un buon trattamento deve:

Rimuovere lo sporco e i residui alterati dalle superfici
Rallentare il degrado causato da agenti esterni Proteggere la superficie dalle macchie
Avere uno strato superficiale di facile pulizia, manutenzione e rigenerabilità
Conservare queste caratteristiche acquisite nel tempo.

FATTORI CRITICI PER IL TRATTAMENTO DEL COTTO

Il cotto si presta a differenti soluzioni di trattamento, a seconda delle finalità estetiche, funzionali ed ambientali. Nella scelta del trattamento e nell’esecuzione del lavoro bisogna tener conto di alcuni fattori critici quali:

1 - ASSORBIMENTO

2 - UMIDITA´

3 - TIPO DI SUPERFICIE

4 - COLORE

5 - ESPOSIZIONE ALL´USURA

6 - TEMPI E LOGISTICA DI CANTIERE

7 - GELIVITA´ E POSA IN OPERA

8 - ECOLOGIA E SICUREZZA


1 - ASSORBIMENTO

In un cotto molto assorbente l’umidità di posa o di lavaggio tende a rimanere per tempi lunghi, portando in superficie sali solubili responsabili di efflorescenze. Questo fenomeno si può protrarre per molto tempo dopo la posa, influenzando di fatto la corretta applicazione della finitura.

Un elevato assorbimento espone il materiale al rischio di macchie che si possono verificare durante la boiaccatura, che risultano molto difficili da rimuovere successivamente. Si raccomanda quindi un trattamento idrorepellente da effettuare prima della posa o almeno prima della boiaccatura, seguito, dopo il lavaggio di cantiere, da un’opportuna protezione antimacchia.

2 - UMIDITA´

La presenza di umidità - nell’ambiente o di risalita - influenza negativamente l’applicazione e la resistenza della finitura, in particolare quella tradizionale con cera in pasta. In questi casi va consigliato il trattamento con prodotti in base acqua. I prodotti di protezione e di finitura in base acqua possono essere applicati anche su materiale umido, in esterni, senza attendere la completa asciugatura dopo il lavaggio.

Nota: l’applicazione in superficie di un prodotto idrorepellente non basta a controllare la risalita di acqua in pressione (per infiltrazione). In questo caso bisogna ricorrere ad altre forme di risanamento (es. guaine, drenaggi, ecc.)

Un elevato assorbimento espone il materiale al rischio di macchie che si possono verificare durante la boiaccatura, che risultano molto difficili da rimuovere successivamente. Si raccomanda quindi un trattamento idrorepellente da effettuare prima della posa o almeno prima della boiaccatura, seguito, dopo il lavaggio di cantiere, da un’opportuna protezione antimacchia.

3 - TIPO DI SUPERFICIE

È un fattore che può essere determinante soprattutto nella scelta della finitura. A titolo di esempio, per un cotto grezzo fatto a mano il migliore risultato estetico si ottiene applicando una cera in pasta bianca, mentre per il cotto trafilato e levigato è indispensabile l’uso di un aggrappante prima della finitura vera e propria.

4 - COLORE

Un cotto chiaro, come la terracotta mediterranea, è un materiale artigianale (fatto a mano) caratterizzato da alto assorbimento. Per sua natura è quindi un prodotto delicato che tende a macchiarsi molto facilmente e può essere danneggiato da alcuni prodotti di lavaggio (anche nella prima pulizia di cantiere) e di trattamento. Su questi materiali viene sconsigliato l’uso di detergenti e deceranti aggressivi e l’applicazione di liquidi o cere colorate deve essere effettuata con cura professionale.

Nota: non sempre il cotto chiaro è molto assorbente. Le macchie sono però sempre evidenti e difficili da asportare da superfici non protette.

5 - ESPOSIZIONE ALL´USURA

Ogni tipo di cotto ha le sue caratteristiche di durezza e resistenza all’usura, in funzione delle argille utilizzate, della lavorazione e della temperatura di cottura. In linea di massima un cotto industriale è più duro di un cotto fatto a mano: di ciò bisogna tener conto nella scelta di una pavimentazione sottoposta ad alto traffico. Generalmente le emulsioni acquose forniscono finiture più resistenti al calpestio. Una finitura, anche se invisibile, offre comunque una funzionale protezione antiusura rinnovabile.

6 - TEMPI E LOGISTICA DI CANTIERE

I trattamenti devono essere applicati rispettando i tempi e le specifiche fornite nella documentazione tecnica dei prodotti. La scelta del tipo di trattamento va fatta anche in funzione dei tempi a disposizione: i prodotti in base acqua riducono i tempi di lavorazione perchè applicabili anche su superfici umide (per es. dopo il lavaggio. Comunque, contrariamente all’opinione comune, l’acqua evapora più velocemente di molti solventi. Se la scelta di prodotti in base solvente o cere è irrinunciabile, bisognerà attendere i tempi e le condizioni prescritte. La scelta del trattamento deve tener conto anche del tipo di posa (a colla o a malta) e dell’attrezzatura disponibile per l’applicazione dei prodotti.

Nota: l’uso di un igrometro è consigliato per verificare il grado di umidità della superficie. La scala di misurazione di un igrometro dipende dal costruttore. Verificare le indicazioni e tarare lo strumento secondo le istruzioni del manuale d’uso.

7 - GELIVITA´ E POSA IN OPERA

La gelività, cioè la tendenza a sgretolarsi per azione del gelo, è una limitazione tecnologica del tipo di cotto e dipende dalla scelta delle argille, dalla lavorazione e dalla cottura. Il cotto destinato agli esterni deve essere certificato dal produttore come ingelivo, e in ogni caso la posa deve essere effettuata a “regola d’arte”. Non esiste un trattamento che possa migliorare la resistenza al gelo propria di ogni tipo di cotto fino a renderlo ingelivo.

8 - ECOLOGIA E SICUREZZA

I protettivi e le finiture in base acqua non presentano nessun livello di pericolosità per l’operatore, per l’utente e per l’ambiente. La legislazione vigente identifica la maggior parte dei prodotti in base solvente con il relativo simbolo di pericolosità (da nocivo a infiammabile). L’evoluzione tecnologica permette alle aziende più avanzate di proporre prodotti in base acqua con livelli prestazionali pari o superiori ai corrispondenti in base solvente.
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